Teatralmente Teatri della salute

Approfondimenti

IMGP5963ChiaraFerrin
3 Aprile 2026
Il Gruppo l'Albatro porta "Aspettando Godot" nel Carcere di Modena

L’attesa di Vladimiro ed Estragone si consuma in un Non-luogo.

L’attesa del pubblico per godere dello spettacolo avviene in un luogo preciso, perimetralmente definito, rigidamente delimitato.

In carcere il tragitto che ti separa dall’ingresso allo spazio teatrale è un susseguirsi di passaggi sugellati dal secco suono metallico di chiavi che girano nelle toppe e ruvide porte cigolanti che si chiudono di volta in volta dietro le spalle; questi suoni fanno da sottofondo al percorso tra fuori e dentro, ritmano il processo di fusione di corpo e sensi portandoli a consonare con la dimensione di chi in un non - tempo si rapporta con un corpo estromesso dal contatto.

Il palcoscenico e la platea assumono un aspetto circolare che offre al pubblico l’opportunità di coagulare riflessioni sul significato dell’attesa e del fattivo senso da imputarne ad essa. Detenuti, attori, operatori a vario titolo ogni giorno affrontano questo tema da diverse angolature, a volte accettandolo fino a beneficiarne e riconoscendone la legittima utilità, in altre scorgendone la malignità e la durezza.

In un tempo in cui non solo le immagini ma anche i pensieri fanno i conti con la potenza egemonica dell’AI, gli attori di teatro decidono di donarsi autenticamente attraverso la narrazione e il linguaggio del corpo.

Gli attori del gruppo l’Albatro, hanno portato in scena l’opera di Beckett con aderenza filologica, attenzione e cura. Il rispetto dello scarno scenario previsto dal drammaturgo irlandese, ha consentito gli attori di far emergere tutta la loro forza e la loro intensità riempiendo gli spazi, dando voce anche ai silenzi in cui riecheggiavano sospesi e sparsi i discorsi  strampalati, grotteschi, comici e a volte, privi di logica alcuna.

Al termine dello spettacolo si è tenuto un incontro aperto tra pubblico e attori, registi e tutti gli operatori in sala.

Un ringraziamento speciale va a  Stefano Tè, Francesca Figini, Oxana Casolari, Alessandro Berardi, che  sapientemente dal dietro le quinte hanno saputo tracciare un sottile e resistente filo in grado di infondere agli attori energie e potenza artistica.

Luca Bartoli, Giulio Ferrari, Davide Filippi, Maria Chiara Papazzoni, Antonio Congedo, Gilberto Gibellini sono i nomi degli attori che hanno portato in scena un’opera di elevata complessità con estrema naturalezza;  ma ben sappiamo che la naturalezza e la spontaneità in teatro equivalgono a motivazione,  svariate ore di studio e di prove.

Questo spettacolo ci ha confermato che gli attori del gruppo Albatro sono “semplicemente” attori im-pazienti di esprimere il proprio talento.

Un ringraziamento speciale  a Salvatore Sofia referente per la comunicazione del Teatro dei Venti da sempre riferimento e  supporto per il lavoro che il Coordinamento di Teatro e Salute mentale porta avanti.

Approfondimenti

Accademia delle Arti e dei Mestieri del Teatro in Carcere

Approfondimenti

27.02.2023
Ricognizione delle realtà del terzo settore che promuovono attività teatrali nell’ambito della salute mentale
24.11.2021
Due giornate di studi organizzate in presenza e on line per approfondire gli esiti del teatro per la salute e il benessere delle persone.
20.12.2021
Una prima indagine per mappare a livello nazionale le esperienze di Teatro e Salute Mentale
27.01.2020
Si è tenuta a Bologna, il 21 e 22 gennaio, la due giorni di incontro, confronto e progettazione condivisa
20.11.2020
Nel novembre del 2020 è stato sottoscritto in ambito regionale il nuovo “Protocollo d’Intesa per le attività di Teatro e Salute Mentale” valido per il periodo 2021-2024.
13.11.2023
dal 28 novembre 2023 al 11 maggio 2024, 13 spettacoli del progetto Teatro e Salute Mentale nei cartelloni dei principali teatri della Regione

Firma il Manifesto TO BE

I VALORI DELLA RETE NAZIONALE "TEATRO E SALUTE MENTALE"