Il testo è stato scelto per la molteplicità di temi e analisi che scaturiscono dalla sua lettura. Il gruppo l’Albatro, attraverso questo spettacolo, sta affrontando una ricerca che indaga la dilatazione dei tempi, i momenti di sospensione, la nudità, la capacità di toccare zone di fragilità attraverso l'attesa. Una ricerca sull'essenza stessa del recitare, del fare, privilegiando l'ascolto. L'ascolto ha una dimensione poetica, è un'azione, un'attività partecipativa che stringe relazioni. Il teatro per noi è un pretesto per creare relazioni. Il teatro quindi può ancora fare miracoli: indurre le persone a pensieri ai quali mai sarebbero giunte da sole.