Abbiamo preso spunto dal fortunato, vitalissimo e grottesco personaggio di Jarry “Padre Ubu”, alter ego di Macbeth e discendente del famosissimo Guignol.
Padre Ubu re tiranno libertario, grottesco, imponente e ingombrante, vigliacco e feroce fa di tutto, incitato dalla moglie Madre Ubu, pur di diventare Re.
Padre Ubu e Madre Ubu sono personaggi senza morale e senza scrupolo, ci forniranno senza averne alcuna intenzione, una prospettiva sulla realtà, perché se Padre Ubu e Madre Ubu sono unici, i suoi imitatori sono tanti e non hanno del loro modello la consistenza fantastica.
In scena siamo tutti Padri e Madri Ubu una satira del potere politico e della stupidità degli uomini, nella convinzione che non ci sia molta differenza tra i personaggi tronfi e ridicoli, folli e tragici sul palcoscenico e quelli della vita reale, costringendo il pubblico a specchiarsi nei personaggi e nello spettacolo, annullando le distanze tra la vita e la scena.
Una parodia dell’umanità, che nel gioco del teatro trova lo spazio per un appello alla salvaguardia della libertà e della responsabilità.