Teatralmente Teatri della salute

DSM Reggio Emilia
Del matto, del medico, del cuoco, ognuno ne ha un poco

Progetto e Regia Andreina Garella
Testi Elide La Vecchia
Ambientazione Mario Fontanini

Con Stefano Barbieri, Luciano Bertazzoni, Elena Beltrami,Lorena Bianchini, Maria Capitanello, Maria Luisa Carini, Carmine Cirillo, Sandra Coppellotti, Concetta Cremona, Anna Cusi, Giampaolo Gualtieri, Caterina Iembo, Anna Maria Menozzi, Patrizia Marcuccio, Stefano Marzi, Maria Pia Molinari, Stefania Murazzo, Lucio Pederzoli, Antonia Prandi, Massimo Torri, Eugenio Varesani

una produzione FESTINA LENTE TEATRO - progetto teatro e salute mentale

in collaborazione con Regione Emilia Romagna
AUSL Dipartimento di Salute Mentale di Reggio Emilia
Provincia di Reggio Emilia
Comune di Reggio Emilia
Fondazione I Teatri

Siamo partiti da Inferni, il nostro primo spettacolo, lo abbiamo scelto come contenitore per inserire citazioni tratte dagli altri spettacoli fatti. Un viaggio attraverso 10 anni di attività teatrale, nello tentativo di investigare e comprendere ciò che impedisce il benessere e la felicità umana. Abbiamo in questi anni, riflettuto intorno a temi che riguardano il rapporto con il potere, i vizi e le dissolutezze, le debolezze del genere umano, la stupidità. Abbiamo sentito l’urgenza di farci sentire, abbiamo messo in scena le nostre fragilità, nel desiderio e nel tentativo di dare una rilevanza poetica alle inquietudini della nostra epoca . Il teatro è diventato spazio comune per mettere in gioco le nostre contraddizioni, i nostri limiti razionali, le nostre irrazionalità sempre diverse, ci ha aiutato e ci aiuta a comprendere meglio il mondo.

Come in una piazza qualsiasi in una giornata qualsiasi, un luogo neutro che appartiene a tutti e a nessuno, un luogo di incontro di indifferenza e di scontro, un luogo pur sempre di contatto, in cui persone vive mescolano la loro esistenza anche se per un solo attimo con altre persone vive. Nella piazza, gran teatro del mondo, passa la vita, con gli amori, le passioni e lo scorrere del tempo, un flusso ininterrotto di passanti, quasi casuale, che in una sorta di teatro del quotidiano si pongono domande sui beni e sui mali che rallegrano o affliggono l’umanità, mettendo in luce i nostri errori passando attraverso l’amara considerazione che da tempo abbiamo ecceduto la misura basta avere soldi e potere e tutto ci è dovuto. Mettiamo in piazza il rapporto difficile degli uomini con la società che li circonda, una società che non ammette diversità, fragilità, sincerità.
Sulla piazza gli sguardi, le voci, le condizioni evocano situazioni, inferni forse o forse un estremo tentativo per riuscire a “ riveder le stelle“

“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme…” Italo Calvino

In questi anni si è formato un gruppo stabile aperto fatto da attori fuori dagli schemi, attori sensibili, abbiamo messo in  scena il diritto di essere uomini con debolezze e incertezze fisiologiche, uomini emozionati ed emozionabili. Ci siamo allenati alla sensibilità e a combattere ingiustizie, prevaricazioni, prepotenze riconquistando coraggio.
Un fare teatro che ha dato spazio ad altri modi di essere liberandosi  da stereotipi e luoghi comuni che purtroppo ancora accompagnano chi soffre di un qualsiasi disagio. Il fare teatro che da spazio ad  altri sguardi e altre sensibilità  da voce a chi parla dentro di noi.

Programmazione

Programma in corso di definizione.