Che vita può vivere una persona che ha perso la maggior parte della memoria, il suo passato e i suoi riferimenti nel tempo? Difficile rispondere con sicurezza. Il gruppo teatrale Tabù? ha provato a delineare i contorni di una tale condizione mettendo in scena la storia di un personaggio che, nonostante la sua voglia di vivere, il suo carattere gioviale, la sua simpatia, si trova prigioniero di un tempo assente che non gli offre alcuna continuità esistenziale e lo lascia vivere in una sorta di momento zero continuo dal quale, sembra, non potrà mai staccarsi. Sono le persone che lo hanno conosciuto, i medici, coloro che ne hanno sfiorato l’esistenza, gli unici in grado di raccontare qualche brandello della sua vita. Frammenti che non potranno, forse, restituire la pienezza di una vita ma momenti comunque vivi, strappati ai lacci della memoria.