
Il 4 e il 5 giugno, presso L’Altro Teatro di Cadelbosco di Sopra (RE), è andato in scena “Qui giace la Divina Commedia... una gita all’Inferno”, il racconto ironico e originale di un gruppo di studenti che “dovendo” imparare la Divina Commedia viene accompagnato da Dante e Virgilio in diversi gironi dell’inferno e incontra alcuni dei personaggi più famosi dei canti danteschi.
Lo spettacolo è nato dalla collaborazione tra la Compag(a)nia Shokspeare e l’Istituto IEXS di Reggio Emilia, con il patrocinio del Comune di Cadelbosco e inserito nel programma di Sempre Salute Mentale, un circuito di iniziative pensato per mantenere viva l’attenzione su questi temi durante tutto l’anno, affiancando la tradizionale Settimana di fine settembre.
Nell’ambito di questo progetto di collaborazione tra Scuola e Servizi di Salute Mentale, la Compagnia Shokspeare e studenti di quarta liceo hanno lavorato assieme per costruire e mettere in scena lo spettacolo. La scelta del copione, una rivisitazione in chiave ironica dell’Inferno dantesco scritta ad hoc dai registi Mauro Incerti e Monica Dell’Eva, è riuscita a creare una significativa sinergia fra gli attori, utenti del Dipartimento di salute mentale, e studenti, favorendo un dialogo intergenerazionale e interpersonale tra due realtà che difficilmente hanno l’opportunità di incontrarsi nella vita di tutti i giorni.
Alla base del progetto vi era l’idea che i due gruppi potessero collaborare per il raggiungimento di obiettivi comuni, in uno scambio di esperienze e capacità mediato dalle tecniche teatrali e attraverso la nascita di percorsi di reciproca conoscenza e integrazione che possono rappresentare una concreta possibilità di superamento di pregiudizi culturali e dello stigma legato al tema della salute mentale.
Il clima di crescente collaborazione che si è sviluppato nei mesi di attività, ha messo in risalto le competenze acquisite dai nostri attori/pazienti nel loro percorso formativo precedente: la prossemica, l’uso del corpo e della voce, le capacità di improvvisazione e il ricorso al pensiero laterale. Il tutto con la naturalezza e la sicurezza di “attori esperti” che accompagnano e sostengono chi si avvicina per la prima volta al palcoscenico.
La compagnia “allargata” ha lavorato in una prima fase sulla costruzione della propria identità e coesione, attraverso esercizi mutuati dal teatro d'improvvisazione.
Inoltre, gli studenti hanno lavorato alle scenografie grazie al fondamentale contributo della prof.ssa Gaia Peterlini, docente di Disegno e Storia dell'Arte e referente del percorso PCTO e con la collaborazione di altri utenti del Dipartimento attivi in laboratori di falegnameria.
Lo spettacolo è stato ulteriormente arricchito dalla musica dal vivo, eseguita da musicisti volontari coinvolti dagli operatori referenti, che hanno contribuito a conferire colore e autenticità alla rappresentazione.
Nel complesso, lo spettacolo ha coinvolto più di 30 persone tra studenti, attori, operatori sanitari e teatrali, volontari e insegnanti. Ha offerto al pubblico non solo una rappresentazione teatrale, ma anche la dimostrazione concreta che una collaborazione di questo tipo è possibile; che la lotta allo stigma può tradursi in azioni reali, praticabili e raggiungibili. Un percorso certamente impegnativo, ma capace di lasciare dietro di sé una traccia di soddisfazione e ricchezza che, ne siamo certi, tutti i partecipanti conserveranno nei propri ricordi.
Il lavoro continua con altre repliche già previste in teatri della provincia.
Prima della seconda replica, un momento di incontro con il pubblico è stata occasione per raccontare il Progetto regionale Teatro e Salute Mentale, virtuoso modello di collaborazione tra gli Assessorati regionali alla Sanità e alla Cultura della regione Emilia Romagna e di illustrare il Manifesto TO BE invitando a firmarlo attraverso il sito teatralmente.it
È stata infine illustrata la ricerca sullo spettatore in corso e distribuita la cartolina con QRCODE invitando il pubblico a compilare il questionario al termine dello spettacolo.